sabato, 21 novembre 2009, ore 18:31

...Occhi da orientale ricordano il mare...


A me ricordi il mare
e non per le vacanze
che abbiamo fatto insieme
Ma per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene...

...Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore...

...Mi ricordi il mare
non per i riflessi
per il sugo andato a male
il qualunquismo dei discorsi
sotto l'ombrellone
il sudoko che non torna
e quello che era scritto a penna
è già da cancellare
è come l'amore
va di tasca in tasca come l'accendino vuole
ti ritorna quando non hai niente da appicciare
se escludiamo il poco che rimane...
...ma tu dormi ancora un po' non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po' ancora non so
guardarti anch'io nel modo giusto
nei tuoi occhi disarmanti...

...Baci, baci ed abbracci
che diventano lacci
e più diventano stretti
più nascondono impicci
come un cane ti accucci
sui tuoi poveri stracci
e piano piano vai giù...
...nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti
quei tuoi occhi che ho davanti
tienili chiusi ancora pochi istanti...

...ma poco dopo risorgi
solo che non ti accorgi
dei sorrisi posticci
dei pensieri che scacci
delle cose che lasci
per banali capricci...
...occhi da orientale che raccontano emozioni
ed io cos'altro posso fare io posso scrivere canzoni
i tuoi occhi... 

 ...
per il tuo ondeggiare
tra il gesto di chi afferra
e quello di chi si trattiene...
...se potesse questa musica annullare l'universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi perso
nei tuoi occhi...
disperso...
nei tuoi occhi...
After the rain... ondina81
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venerdì, 06 novembre 2009, ore 19:52

Amore è


Lei m'insegna a guardare il mondo con ottimismo e fiducia, quando io sembro aver perso il mio smalto.
Lei non s'accolla, ma mi lascia fare.
Lei sposta i mobili della mia stanza, come fossero i suoi.
Lei non disprezza, ma sopporta sorridendo la mia stronzaggine.
Lei fa la dieta con me, e se io mangio un Orociok "Amoreeee così ingrassi!", se lo fai lei "E che, non te lo mangi un biscottino ogni tanto?"
Lei m'insegna a crescere, a diventare una donna migliore.
Lei sparisce per una giornata, e se lo fa Lei, "Ero concentrata a mixare", se lo faccio io "Non mi fili maiii".
Lei mi ha insegnato che gli spinaci non nascono quadrati e surgelati, bensì sono foglie che trovi al mercato.
Lei è la mia prima alleata.
Lei mi ha spiegato che le composizioni ora non si fanno strimpellando, ma con millemila programmi astrusi al pc.
Lei se va a Firenze a vedere gli scankenensi lo fa perchè è passione, io se vado a vedere la Roma allo stadio butto i soldi per stare tra i burini.
Lei guida la mia macchina e se sgomma ai semafori è perchè ha fretta, io perchè sono matta.
Lei quando litighiamo alza la voce per farsi sentire, io strillo perchè sono isterica.
Lei se scegliamo le ferie di gennaio "In germania fa freddo, in Turchia si spende troppo, in Grecia ci si va d'estate, a Parigi ci vanno gli snob, a Venezia c'è vento, a Lisbona non è stagione, in Svizzera non c'è il mare, in Sardegna vuoi mettere col mare della Sicilia?"
Lei mi coccola e mi stringe quando m'addormento alla sera sul suo lettino mentre suona il suo basso.
Lei mi dice che sono bellissima, mille volte al giorno.
Lei fa i test di cultura generale, e se eccezione lo scrive con due Z è un errore di stampa.
Lei guarda la mia espressione e ridendo "...e vabbè, sei tu la laureata in lettere, no?"
Lei in inglese per indicare la padella sporca dice "there is the crost!".
Lei mi vede sui tacchi e mi salta al collo sussurrando "Sei proprio una signorina gnegnegne!"
Lei mi aspetta fuori dall'ufficio nascosta e mi fa trovare una rosa rossa sulla mia macchina.
Lei stasera verrà a cena con me.
"...ma cosa c'è da festeggiare, Amore?"
"Festeggiamo io te, noi due, insieme e felici!"
After the rain... ondina81
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domenica, 04 ottobre 2009, ore 15:02

HO SPOSATO CHOPIN


Forse non tutti sanno che a casa mia c'è un criceto, un criceto che si chiama Clusoe - credo si scriva così - amato e venerato dalle mie due coinquiline. Ora, il suddetto criceto da tre settimane a questa parte è impazzito, si rotola, schizza, corre convulsamente da un angolo all'altro della gabbietta, morde metalli, si infervora a velocità supersoniche sulla ruota fuxia di sua legittima proprietà. Voi vi chiederete il perchè di questa improvvisa pazzia. Presto detto: il motivo scatenante è intossicazione da gnocca.
Dio volle che poco meno di un mesetto fa la mia coinquilina Mrg portasse a casa uno stupendo - nel suo genere - esemplare di roditore, di sesso femminile, dal nome pressocchè indefinito o per lo meno non di mia conoscenza. Ebbene, la convivenza dei due esserucoli ebbe inizio e fine nel breve termine di tre giorni, da lì l'isteria del maschio, dovuta all'accollo in gonnella che gli dormiva appiccicato, mangiava nella sua ciotolina, si dilettava - sacrilegio! - sulla sua ruota. La veterinaria cui accorsero le mie premurose coinquiline - perchè ESISTE una veterinaria per criceti - asserì prontamente che trattasi di stress. Puro stress da vicinanza femminile.
Io, che di simili angoscie vivo e sopravvivo dagli albori della mia lesbicità, posso, con estrema franchezza, asserire che non di ciò è sofferente l'animaletto pistolino-munito, besì da latente ed improvvisa scoperta della propria omosessualità. Teoria che non ho avuto ancora il coraggio - chiedo umilmente pubblica venia - di enunciare alle mie coinquiline-amiche-proprietarie di Clusoe, anche perchè la ruota fuxia gliel'hanno comprato loro con taaaaaanto affetto, ed il là alle sue tendenze particolari, devono, necessariamente, averlo dato loro. Frocio in una casa di lelle, ci sta tutto. A ben vedere, l'unica"normale" è l'innominata roditrice.
Io e la Randagia lo scrutiamo, Clusoe, con sentimenti ed esternazioni contrastanti. Ai suoi “che cariiiiiiiiiiiiiino” e/o “poveriiiiiiiiiiiino come si agita!” fanno da contraltare i miei “E’ pazzo” e/o “solo noi potevamo avere il criceto schizofrenico”. Chi ha il pane non ha i denti, penso tra me e me, scrutando lo psicopatico esserino cui il Dio dei criceti infilò la femmina giusta al momento giusto all’interno dei propri 30 cm quadrati, mentre noi vagabondiamo per anni in lungo e in largo per l’Italia e per il mondo talvolta, prima di trovare la giusta dimensione a tre isolati di distanza da casa propria. Guardo la Randagia ascoltare l’Ilazza mentre erudisce gli astanti sulle benefiche proprietà delle fialette omeopatiche tranquillizza-criceti-isterici, e penso che forse il piccolo Clusoe ha bisogno solo di un’altra criceta, ma che possa sceglierla lui. Che la prima non è mai quella giusta. Che prima o poi, con la cric.. ops, con la donna sbagliata, le isterie e le schizofrenie sono venute anche noi lelle umane.
E sì, la guardo chiacchierare con la sua mamma, stringersi alla sua nonnina malata, mangiare la mia torta di compleanno, arrampicarsi sul mio corpo durante la notte. E a noi l’omeopatia stavolta sembra proprio non serva. Le nostre parole, quando ce le concediamo, quando ce le scriviamo, che a dircele ancora proprio non è il caso, hanno radici lontane; il nostro amore è passato prima per altri volti, per altre labbra, per altri sogni. Ed ora è qui, sicuro, rafforzato dalle esperienze passate, radicato sulle strade di Casetta Mattei, sparpagliato per le alture scozzesi, diluito tra le onde del mare siculo, mescolato tra le note dei suoi millemila cd, tra il mio accostare il vinile di Giacomo Puccini al cd di Manu Chao. Siamo Noi, io e lei.

 

Eternamente mia.

Eternamente sua.

Eternamente nostre.

After the rain... ondina81
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venerdì, 28 agosto 2009, ore 15:02

Siamo in partenza, la Randagia ed io. Quindici giorni tra Ryanair e Windjet, scali, ostelli, pioggia e mare, sorrisi e bisticci. Siamo così incredibilmente Noi, e questo viaggio è così incredibilmente nostro, voluto, desiderato, progettato, sognato.
Ieri sera la guardavo, dopo cena, in terrazzo su da me, tutta concentrata nel far di conto, cosa che delego a lei che io proprio non saprei nemmeno da dove iniziare. E lì, in quel tripudio di euri e sterline, io ho capito che inizio davvero, dieci mesi dopo, ad amarla. Che non era una slancio emozionale quel sussurro di dieci giorni fa, tra gli altipiani. Lei mi guarda coi suoi occhi da Piratessa, sempre più ingenui, sempre meno dannati, e so che per lei è lo stesso. Che diceva il vero, nella notte di ferragosto, sotto il cielo stellato di una roma festiva ed ubriaca quanto basta. Ci amiamo. Che sembra quasi un'eresia a dirlo, lontano millemila miglia dai suoi dubbi e dalle mie paure, ci amiamo e che strano sentirselo dire tre anni dopo l'inizio della fine. Non ero più abituata a dirlo, non ero più abituata a sentirlo. E' tutto così... nuovo, strano. Colorato e completo. Ed oggi... oggi io sono, una giovane donna, innamorata e davvero felice.


Caro Amore...
...anche stavolta hai vinto tu.
After the rain... ondina81
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venerdì, 24 luglio 2009, ore 20:37

C'era una volta Carmen, la Carmen di un tempo, nata in una terra che è anche la Sua terra. Carmen una volta l'ascoltai urlare se stessa davanti ad un microfono nel porto di Catania, era confusa. E felice. Confusa e felice. Confusaefelice,confusalice, confelice, blablabla. Chi lo sa com'era davvero, quella ragazzetta siciliana, la cantantessa, regina su di un trono di plastica e perle.
Io non lo so, mi specchio negli occhi della Randagia in questi giorni di metà estate, il suo caschetto scuro le dà quell'aria da bambina, dannata ingenua, indecisa sul mondo e sugli eventi. Segue l'istinto, la gelosia, qualunque cosa la porti da me, qualunque cosa mi porti da Lei. Nonostante tutto, io e Lei.
C'è una città lontana lontana ad attenderci, e lo sappiamo già che se tutto dovesse andare come forse andrà, se la confusione lascerà il posto alla sola felicità, se se e ancora se...non saranno 5 giorni soltanto, e ai nostri occhi blupoiazzurripoiancorablu talvolta capita di perdersi per il cielo di Casetta Mattei e d'iniziare con la mente, per ora solo con quella, a salutarlo in silenzio.
C'era più da vivere che da scrivere in questi mesi, per me che la scrittura è la vita, per me donnapiùfurbadelmondo, per me confusa e felice, per me che un giorno la tristezza è volata via. La mia nonnina mi guarda da lassù ed io lo so che non m'abbandona.
La verità è che forse c'era tanto da scrivere e ce ne sarebbe ancora, ma l'ho lasciato volare perchè non ce n'era più di spazio per incastrare qualcosa dentro. Ora un pò ce n'è, mi dicono che sono il sole, di nuovo, io sono il sole, non mi sembra possibile. Ho chiamato mamma la mia principale oggi, siamo arrossite in due.
Ho voglia di vedere il tramonto sul mare di fronte all'isola d'Elba, mano nella mano occhi negli occhi della Randagia mia.


...e penso di sentirmi...


...confusa e felice.
After the rain... ondina81
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lunedì, 29 giugno 2009, ore 11:19

L'uomo più furbo del mondo
conquistatore instancabile e attento
ha avuto donne di tutti i paesi
donne che aspettano il ritorno
l'unica donna che ha tanto amato
gli ha voltato lo sguardo
un incontro all'ultimo bacio
con lei non poteva rifarlo
negli occhi di tutte le donne del mondo
quando le accarezza
cerca lei
che non vuole più l'uomo più furbo

l'uomo più furbo del mondo
fuma tre pacchi di sigari al giorno
gli bruciano gli occhi dal fumo e dal pianto
come il pianto che non scenderà mai
per lei con cui non può più stare
per lei con cui non può parlare
perché lei uccisa dal rancore
gli ha negato per sempre l'amore

negli occhi di tutte le donne del mondo
quando le accarezza
cerca lei
che non vuole più l'uomo più furbo

l'uomo più furbo del mondo
può avere tre o quattro donne al secondo
quella sera torna a casa da solo
scaccia gli sguardi come scaccia le zanzare
e rinuncia al suo amore di sempre
che non potrà mai scordare

negli occhi...



Ricordando Lei, che non vuole più la donna più furba (furba?) del mondo.
After the rain... ondina81
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mercoledì, 10 giugno 2009, ore 20:22

In fondo la morte è così, e così la metabolizzi, così la superi. Con la vita che, nonostante tutto, a noi vivi è rimasta. Ed anzi, è questa la cosa più importante. Come riempirò questo vuoto, mi chiedo da settimane. Lo sto facendo, senza accorgermene, coi ricordi, i ricordi miei e di nonna mia, e con la vita, che nonostante tutto va avanti e giorno dopo giorno mi sta coinvolgendo, sempre di più. Questa vita che non aspetta, questa vita che non fa sconti.
Sto cambiando, sto crescendo. Mi sto facendo largo, nel mondo ed in me stessa.
Ho una realtà soddisfacente, e tanti sogni ed aspirazioni, a metà con una Randagia che non m'ha mai abbandonata.
Ma soprattutto, sto vivendo.
Ed in fondo, lo so, questo è quello che nonna avrebbe voluto da me.

After the rain... ondina81
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mercoledì, 22 aprile 2009, ore 22:11

Lettera al mio Angelo Custode

Ed ora? Ora che non ci sei più, ad ascoltarmi, accarezzarmi, farmi ridere sorridere ed irridere la Vita. Ora che le tue mani non ci sono più, a stringere le mie, ora che mi ritrovo a parlare del tuo funerale col cassamortaro piuttosto che delle tue 86 candeline con le mie colleghe. Ora che non ci sono più i tuoi consigli, la tua mano anziana ma ferma nell'indicarmi la strada. Ora che non posso più correre da te cogli occhi gonfi di lacrime per una storia andata a male o perchè una tipa m'ha fatta innamorare. Ora che non potrai più leggere il mio primo libro vero, che non avrai più il mio canetto ad arrampicarsi sulle tue gambe stanche, ora che non avrò più da avvisarti la domenica per un gol della Roma, ora che non potrai più donarmi un sorriso per ogni mio successo, che non potrai più stare in pena per una mia partenza, che non dovrai più preoccuparti per tua nipote riccia e matta, ora che non ci sono più i tuoi racconti sulla guerra, sulla storia, sulla letteratura, ora che Natale sarà diverso senza le nostre parole crociate.
Ora che non ho più le tue braccia in cui stringermi, dove potermi sentire piccola e fragile e me stessa per una volta una sola.
Ora che non ho più Nonna mia... se alzo gli occhi la vedo brillare, più di tutte, quella Stella che dall'alto mi osserva.
Felice è quel bimbo che vive protetto da un Angelo pio. Nonna, quel bimbo son io; quell'Angelo, Nonna, sei tu.

Ogni dettaglio
sull'argento di quei capelli da contare,
così piccoli, così fini.
Vuoi dirmi come sia possibile
che le tue mani abbiano tanti racconti,
si tirano e si arrotolano come fogli sottili,
carta velina.
Tutto ciò che di antico è dentro te,
tutto ciò che hai visto,
tutto ciò che hai solo immaginato.
Le dita si muovono, sembrano di zucchero,
ed io penso
che forse
vorrei essere bella
quanto i tuoi anni.



...dedicata a mia nonna, una donna che ha saputo invecchiare, per cominciare a guardare dall'alto, con un Desiderio di vita unico, con tutte le sue idee da raccontare e sorrisi leggeri ancora da donare.
Perchè non muore mai chi vive nei cuori di chi resta, e tu, lo dicevo stanotte alla tua anima esausta, Sei con me e dentro di me, viva, eterna, immortale.

After the rain... ondina81
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mercoledì, 08 aprile 2009, ore 18:48

Ed ora... silenzio




Da oggi c'è un angelo in più, a proteggermi e a volermi bene dall'alto. Sono chiusa in un dolore indescrivibile ed inesprimibile, che non si quantifica e non si spiega. Credevo di poter soffrire così solo per mia nonna, un mese e mezzo fa. Ora so, che quando accadrà - e presto, purtroppo, accadrà - il baratro sarà ancora maggiore.
Ed ora, silenzio.
Chi sa, mi scrive parole che mi scivolano addosso, che leggo distrattamente. Anestetizzata al mondo ed a chi lo popola, fumo i miei pensieri ed ascolto il mio non detto. Con lei se ne va un pezzo della mia infanzia e della mia crescita, il più bello, il più genuino, il più puro. Con lei se ne va la forza energica e quella spirituale, quella voce che un mese fa mi sussurrò "Non mi abbandonare" ed io giurai di no, per poi fare tuttaltro, perdendomi nella mia personalissima trottola quotidiana.
La Randagia mi scrive parole senza senso, come se non sapesse, che ora avrei bisogno di braccia che sappiano supportarmi, e noi ci siamo lasciate perchè lei non sapeva badare a se stessa, figurati a me e alla nostra relazione, figurati in un momento del genere. E mi viene da odiarla, per la freddezza con cui leggo, cancello, spengo il telefono.
Il cuore, io lo sento, in questa triste giornata di una primavera che sembra ribellarsi agli occhi innamorati con cui ogni anno da 28 anni la osservo, il cuore, dicevo, lo sento. Lo sento, che si sta richiudendo, e per gli altri possono sembrare cambiamenti impercettibili, ma io lo so, che sono enormi passi all'indietro quelli che sto facendo, che ho fatto, nell'ultima settimana, lasciandomi trascinare in una tarantella senza fine, dentro e fuori dal letto. Io lo sento, questo cuore che si richiude, che ha solo rabbia dentro, e da oggi un nuovo dolore. Qualche anno fa, scrissi del suo amore, l'amore di zia, qui su queste pagine.
Zia, zia mia, stanotte col tuo amore se n'è andato anche il mio.


Ed ora... silenzio.


After the rain... ondina81
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venerdì, 27 marzo 2009, ore 20:10

Io vado avanti...

No, non ne sono capace. In questi ultimi tre giorni me ne sono accorta. Non sono capace d'aspettare, probabilmente. Troppo alte, di nuovo, le mie difese, le mie barriere, troppe le mandate con cui inavvertitamente ho richiuso tutti i miei cancelli concentrici.
E scappo via. Ancora una volta, scappo via, con la mia guardia alta, sento l'aridità impossessarsi velocissimamente del mio cuore, e non posso farci nulla. Eppure Sil me l'aveva detto, "ci vuole tanto amore per sapere aspettare", ed io quell'amore non lo provo. Affetto, gratitudine, stima, ma già la vedo, la Randagia, come una cosa andata, passata, legata a giorni che non ci sono più. Sto andando avanti. Ho fatto enormi passi avanti, dall'ultima notte trascorsa abbracciate, lunedì scorso. Come a difendermi, come a dire a me stessa che stavolta no, stavolta non avrei sofferto, stavolta non mi avrebbe fregato, il Dio Amore. Lei non c'è più, già non c'è più. Forse lo sente, visto che dice di sentire i miei pensieri. Io non lo so. A me non capita più.
So che queste notti di confusione, fatte di camminate solitarie per viale trastevere, di pensieri fumati sulla sponda del Tevere, hanno portato in me questa consapevolezza, che l'ho lasciata andare, con tanta nostalgia.
Prima di lunedì, mi dicevo che ce l'avrei fatta. Che in questi ultimi due anni e mezzo sentimenti di vario tipo hanno resistito a tira e molla anche più logoranti. Stavolta no, e non so perchè. Stavolta sono già oltre. Come a difendermi, vento in faccia, tiro avanti per la mia strada. Ch'è già segnata, evidentemente, ed io stavolta non so, è come se lo sapessi. Avete presenti quei tipi di persona che sentono quando qualcosa sta loro per accadere? Ecco, io solitamente sono l'esatto opposto. Un cambiamento mi strapazza e mi stravolge, gli eventi si susseguono e m'investono ed io ci prendo familiarità con la prontezza di un diesel. Stavolta invece no. Stavolta lo so, che qualcosa sta per cambiare.

Stanotte ho sognato di volare sul mare, un mare calmo, azzurro più degli occhi miei.
Qualcosa vorrà pur dire.

Io vado avanti. Vieni a prendermi...
E non è una sfida, stavolta è una domanda...

After the rain... ondina81
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